1 giugno 2010

WadUp?

Sono un po' sparito.

Ho una coda da mail a cui rispondere che mi faccio vergogna, di gente a cui penso da settimane di mandare anche solo un messaggio e non lo faccio mai.

Il lavoro nuovo, certo. E anche un altro migliaio di pensieri per la testa, che occupano il poco tempo libero rimasto, bloccando lo sguardo sul vetro di autobus che gocciola condensa. O sul mare lontano dalla cima di una montagna, guardando la sagoma ombrosa dell'Irlanda.

C'è molto da raccontare, sviluppare, scrivere, rimangiarsi e cambiare da capo. Ancora di più c'è da vivere, assaggiare e sperimentare. E semplicemente vedere che succede a lasciar correre la vita.



7 maggio 2010

Today's mood, on a damn confusing past-future based day-dreaming



tengo razones, para no quererte olvidar
porque el trocito de felicidad fuiste tu quien me lo dio a probar

aqui te espero, con mi cajita de la vida
y este frio que nadie me lo quita

T'echo de menos palla di pelo, no llores and make all of this be worth it. We're doing good.

25 aprile 2010

Kitchen. Chicken Ball. Underwear.

In portoghese, almeno quello brasiliano, amano particolarmente una parola che a me suona come "cousiña"e, per quanto cerchino di convincermi che si pronunciano differentemente, ancora mi chiedo come distinguano le "mutande" dalla "cucina".

Non è l'unica cosa imparata oggi.
Ho avuto un breve, nemmeno troppo, tuffo nel passato, nella sensazione più brutta che conosco: quella di una persona a cui tieni senza sensi, a terra, in preda a strane convulsioni.

Per fortuna tutto bene.

Ma realizzo quanto facile sia che la macchina-uomo abbia un momento di black out e sto davvero pensando ad un corso di pronto soccorso. Chissà che sapere cosa fare in quei momenti possa almeno farmi sentire meno vulnerabile.

Lo metto nella lista dei "to do", vediamo quando riesco a fare anche questo.

20 aprile 2010

Did you know?


Si esatto. Sono quello che avete appena assunto. Wuahahahahahaha!!!

19 aprile 2010

Sunday Night Wondering

Weekend interessante. Mi si chiude con un dubbio però.

Saggiare la difficoltà di un problema noto, significa che ancora non ha iniziato a risolversi? O è il primo passo per risolverlo?

Vedere il mio muro ancora lì, dovrebbe lasciarmi triste o invece farmi contento perchè significa che ci sto lavorando attorno?

17 aprile 2010

Volcano dance



Egregissimo Eyjafjallajokull,

mi chiamo Matteo, scrivo da Londra e, premetto, non ci siamo mai visti prima.

Forse, a dire la verità, nemmeno mai ci incontreremo.

Non mi dilungherò in spiegazioni. Tutto ciò che chiedo è che si dia da fare questa notte. Tenga a terra i voli di domani e domenica. Poi però basta. Basta perchè il primo maggio ho una vacanza prenotata, e ci terrei davvero molto ad andarci.

Non voglio sembrare sfrontato, capisco che avrà sicuramente altre attività a cui dedicarsi.

Ma se volesse, per un gesto di gentilezza, ascoltare la preghiera di uno sconosciuto, bè sappia che mi farebbe davvero davvero la differenza.

Nella speranza di aver toccato il suo cuore di roccia fusa,

Cordialmente

Matteo

14 aprile 2010

That very day...

Mi siedo sul bus e sul sedile davanti a me qualcuno ha lasciato un MundoLatinoExpress, un giornale tipo il "Leggo", ma scritto in spagnolo per i sudamericani di Londra.

Apro, sfoglio, mi fermo sull'oroscopo:

PESCI
Qualunque cosa succeda non mollare con il lavoro. E' difficile ma presto darà ottimi frutti.

Ovviamente, lo leggo nemmeno 20 minuti dopo essermi licenziato.

Ma sai che c'è? Me ne fotto. A me i sudamericani, nemmeno mi stanno simpatici!

:-)

28 marzo 2010

Keep fighting

La saggezza non arriva necessariamente da libroni di filosofia o da saggi barbuti seduti su una montagna.

A volte ha il corpo di una consumata allenatrice di boxe in felpa gialla e bandana, con un forte, davvero forte, accento russo.

E dice:



Life's hard: keep fighting, stay fit and smile a lot.


Semplice, diretto, efficace. OTTIMO.


21 marzo 2010

The Proximity Theory

Il fatto che ora debba insegnare a due nuove persone il lavoro che faccio, e che non abbia nessuno direttamente sopra di me, mi mette in una situazione in cui sono un piccolo (ma piccolo eh) capo per qualcuno.

E a differenza del capo, quello vero, so dire grazie e dare piccole soddisfazioni, il che mi fa sentire bene.

Devo ammettere che all'inizio mi è passato per la testa: ora sono indispensabile; insegno a questi due a fare le cose per bene e sarò presto sostituibile.

Ho scelto di non preoccuparmene.

Credo che il sapere, l'esperienza i consigli, tutto sia fatto per essere condiviso. Non mi tengo nulla per me e li sto preparando davvero bene.
Chissenefrega della "concorrenza".

L'ho chiamata Teoria della Prossimità: circondarsi di persone preparate, pronte a condividere il loro sapere, entusiaste del proprio lavoro invece che schiacciate dalle incombenze... magari con un sentimento di stima per me: in un modo o nell'altro credo ripagherà il mio investimento iniziale.
In denaro, idee o anche solo rapporti umani.

E se mi sbaglio...
chissenefrega, ancora una volta ho fatto le cose a modo mio.

11 marzo 2010

Best Burger in Town

Fra le cose che fai quando vivi in una grande città, sopratutto se di lingua inglese, c'è certamente quella di adottare uno o più dei modi di dire delle tue serie televisive preferite.

Io ad esempio, è dai tempi di Friends che sogno di poter dire di conoscere il "miglior hamburger in città".

Che poi ognuno ha il suo posto preferito, ma diciamo che è una ricerca che non stanca mai!

Al momento, dopo aver provato e provato e provato senza sosta, posso dire di essere vicino alla perfezione.

Peccato per quel posto in Farringdon che prometteva bene col suo "Empire State Burger" ma si è rivelato invece un "semplice" panino con tre piani di carne dentro.

Peccato per il Kebabbaro in BrickLane, sicuramente il più grasso e più economico, ma non il migliore....

Per ora la pole position la detiene un ristorante vicino Trafalgar, si chiama Texas Embassy e ho due sopravvissuti pronti a testimoniare la magnificienza di quel panino.

Provare per credere!!